Orso bruno 151 | Scoppia la rivolta contro l’immigrazione

Scoppia la rivolta contro l'immigrazione in Irlanda. Orso Bruno

In Irlanda un immigrato prova a decapitare un ragazzo, che fortunatamente viene salvato dai passanti e, solo dopo, dalla polizia. Ne conseguono rivolte e manifestazioni per le strade, dove i cittadini arrabbiati hanno commesso – sicuramente sbagliando, ma comprensibilmente – atti di vandalismo, tra cui roghi di auto. Ed ecco che si denuncia a gran voce la violenza dell’estrema destra. Ma bisogna ricordare che questo è solo l’ultimo degli episodi brutali del Regno Unito (dalla strage al saggio di danza, fino alle grooming gangs), dove si respira un clima di esasperazione. E non sorprende che, ad un certo punto, il tappo salti e si arrivi a quello che stiamo vedendo a Belfast. Nulla giustifica la violenza, eppure sembra sempre che ci si dimentichi cosa ha scatenato tutto questo.

A cura di Francesco Borgonovo

Ridicoli 32 | La libertà secondo la sinistra

Ridicoli, l'intolleranza della sinistra con Dalila Di Dio

A Ridicoli, Dalila Di Dio attacca l’intolleranza della sinistra verso chi non si allinea sulla questione Gaza. Da Erri De Luca a Francesco De Gregori, chi esce dal copione viene subito trasformato in un nemico: non importa cosa dici, basta che non ripeta la versione ufficiale. Altro che libertà di pensiero: il dissenso è ammesso solo quando è quello giusto.

Ridicoli 31 | Modena, per la sinistra la colpa è degli italiani

ridicoli ep

Dalila Di Dio attacca l’ipocrisia della sinistra dopo i fatti di Modena: se un italiano di seconda generazione compie una strage è sempre colpa del razzismo, del governo, degli italiani che “non integrano abbastanza”. Mai di chi odia apertamente il Paese in cui vive. E mentre si continua a chiedere agli italiani di arretrare, nessuno sembra più disposto a difendere la propria cultura e identità.

Orso bruno 150 | I pianti ipocriti della sinistra sui braccianti

Orso Bruno C

Dopo la tragedia di Amendolara, con quattro braccianti pakistani morti in un rogo, politica e sindacati sono scesi in piazza contro il caporalato. Una battaglia sacrosanta, ma c’è una domanda che nessuno sembra voler affrontare. Chi alimenta il sistema dello sfruttamento? Perché troppo spesso le vittime del lavoro nero sono proprio immigrati impiegati in condizioni disumane, mentre chi li sfrutta appartiene alle stesse reti criminali o economiche che prosperano grazie a un flusso continuo di manodopera a basso costo. Condannare il caporalato è giusto, ma ignorare il legame tra immigrazione di massa, salari sempre più bassi e sfruttamento significa raccontare solo metà della storia.

A cura di Francesco Borgonovo

Orso bruno 149 | Famiglia nel bosco, tutto regolare?

Famiglia nel bosco, tutto regolare?

Secondo un sondaggio di Antonio Noto, solo il 13% degli italiani, se avesse problemi con i propri figli, si affiderebbe ai servizi sociali. Una sfiducia totalmente comprensibile dopo la terribile storia della piccola Beatrice di Bordighera e dopo quanto è capitato alla famiglia nel bosco. Sul caso dei Trevallion si è appena conclusa l’ispezione del ministero al tribunale dell’Aquila. Il verdetto è: tutto regolare.

A cura di Francesco Borgonovo

Orso bruno 150 | La sinistra scarica Erri De Luca

Orso Bruno: la sinistra scarica Erri de Luca

Per anni Erri De Luca è stato celebrato come una delle voci più autorevoli della sinistra culturale. Poi è bastata un’intervista in cui si è definito sionista e ha criticato Hamas per trasformarlo, all’improvviso, in un bersaglio. Da maestro venerato a intellettuale scomodo. Si può essere d’accordo o meno con le sue idee. Il punto è un altro: perché alcune opinioni sono considerate legittime e altre diventano improvvisamente intollerabili? Perché chi fino a ieri veniva applaudito oggi viene escluso e contestato? Il caso De Luca racconta il vero problema del dibattito pubblico: non conta ciò che dici, conta se sei allineato.

Orso bruno 149 | I censori del Covid contro Enrico Ruggeri

Orso Bruno: Enrico Ruggeri e il covid

A Codogno, città simbolo della pandemia, il PD ha contestato la presenza di Enrico Ruggeri alla Notte Bianca per le sue critiche a Green Pass e restrizioni. Non per questioni sanitarie, ma per aver espresso un dissenso politico e culturale. A distanza di anni c’è ancora chi preferisce etichettare e censurare invece di discutere gli errori commessi. Basta nominare il Covid e subito arriva la solita reazione: “Ancora con questa storia?”. Eppure episodi come questo dimostrano quanto quella stagione sia tutt’altro che chiusa.

Orso bruno 148 | Erri De Luca rompe la linea su Gaza e scoppia il caso

Orso Bruno B

Per anni Erri De Luca è stato un simbolo della sinistra culturale. Poi ha detto una cosa sgradita al mondo progressista: non considera un genocidio ciò che accade a Gaza e si definisce sionista. Da quel momento sono partite polemiche e attacchi. Si può condividere o meno la sua posizione. Il punto è un altro: perché alcune opinioni sono sempre ammesse e altre diventano improvvisamente inaccettabili? Questa vicenda mostra il paradosso del conformismo culturale: tutti difendono la libertà di espressione finché qualcuno non esprime un’idea diversa da quella dominante. E allora il dissenso diventa un problema da correggere, spiegare o punire.

Orso bruno 147 | Beatrice lasciata morire, la famiglia nel bosco ancora separata

Orso Bruno B

La morte della piccola Beatrice, appena due anni, è una tragedia che lascia senza parole. Secondo gli inquirenti, sarebbe stata vittima di violenze e maltrattamenti da parte di chi avrebbe dovuto amarla e proteggerla. Ma oltre alle responsabilità di madre e compagno, resta una domanda inevitabile: com’è possibile che una situazione così drammatica non sia stata fermata prima? E mentre bambini come Beatrice restano per mesi in contesti di presunti abusi, casi come quello della famiglia nel bosco mostrano l’opposto: figli allontanati da genitori descritti da molti esperti come amorevoli e non violenti. Il sistema sta davvero proteggendo i bambini che ne hanno più bisogno?

Orso bruno 146 | RIBELLI TUTTI UGUALI

Orso Bruno B

Ha ragione Francesco De Gregori: i proclami lanciati dai palchi su guerre e grandi questioni internazionali spesso lasciano il tempo che trovano. Il problema non è che gli artisti si impegnino politicamente. Il problema è che troppo spesso si impegnano tutti nello stesso modo, seguendo gli stessi slogan e le stesse mode del momento. Impegnarsi è giusto. Ma quando l’impegno diventa conformismo, l’arte smette di essere libera e si limita a ripetere ciò che è già approvato dal pensiero dominante.