Orso bruno 160 | L’insulto finale ai discriminati del Covid

Orso Bruno Integrazione Impossibile

Michele Serra su Repubblica compie l’ennesimo ribaltamento della realtà: dopo anni in cui ogni dubbio sulla gestione Covid veniva bollato come complottismo, oggi il problema sarebbero quelli che non vogliono studiare davvero la pandemia. Intanto, Giuseppe Conte si presenta come vittima della commissione Covid, dimenticando che per anni medici, studiosi e cittadini hanno chiesto un confronto serio sui dati, sul Green Pass, sulle decisioni politiche e sulle conseguenze di quella stagione. Quel confronto è stato respinto, deriso o silenziato. E ora chi ha contribuito a evitare il dibattito prova persino a riscrivere la storia.

A cura di Francesco Borgonovo

Orso bruno 159 | Attenti alla trappola sui minori stranieri

orso bruno ..

Dopo l’omicidio del 17enne Louis a Narbonne, torna il tema della violenza giovanile nelle città europee e del ruolo dei minori stranieri non accompagnati. Mentre Italia ed Europa provano a introdurre regole più rigide su controlli, identificazione e assistenza, Ong e associazioni pro-migranti si mobilitano per fermare tutto. Il rischio è sempre lo stesso: usare il tema dei bambini come grimaldello emotivo per impedire qualunque stretta sull’immigrazione. Ma tra violenza, mancata integrazione e abusi del sistema, l’unica soluzione possibile, non vogliono sentire, è sempre la stessa: remigrazione.

A cura di Francesco Borgonovo

Orso bruno 158 | La sinistra rinnega il buonismo, ma è troppo tardi

Francesco Imprezzabile Orso Bruno

A Milano muore il poliziotto locale Francesco Imprezzabile durante l’inseguimento di un uomo che non si era fermato a un posto di blocco. Un’altra tragedia che riporta al centro il tema della sicurezza, dell’immigrazione irregolare e di un dibattito pubblico sempre più prigioniero del politicamente corretto. Per anni chi ha provato a parlare di criminalità, immigrazione e ordine pubblico è stato bollato come razzista o intollerante. Poi però arriva il caso del Premio Strega: uno scrittore del “salotto buono” finisce nella bufera per frasi attribuitegli su Michela Murgia e, all’improvviso, scopriamo che la libertà di parola va difesa, che non bisogna censurare, che non tutto può diventare scandalo. Il punto è proprio questo: quando il politicamente corretto colpisce gli altri, va benissimo. Quando tocca il circolino giusto, diventa subito un problema.

A cura di Francesco Borgonovo

Orso bruno 158 | Quello che non vi dicono su Starmer

Dimissioni Starmer Orso Bruno

Keir Starmer si è dimesso da primo ministro britannico. I giornali italiani dicono che la colpa è della Brexit, ma non è vero. La colpa, piuttosto, è dello stesso Starmer, che nel suo breve mandato ha combinato un disastro dietro l’altro: dalle 12mila persone arrestate ogni anno per crimini legati alla pubblicazione di post online, come i casi della madre di famiglia Lucy Connolly e il comico irlandese Graham Linehan; ai corsi di formazione per la polizia britannica per imparare a gestire e rispettare le minoranze, di cui caso emblematico è la tragica morte di Henry Nowak; fino al progetto (di stampo laburista) per verificare la somministrazione dei farmaci bloccanti per la pubertà. Ma a guardarle bene, tutte queste manovre vanno in una direzione molto chiara: il controllo sociale, e gli inglesi se ne sono accorti. E allora ribadiamolo: non è colpa della Brexit se Keir Starmer si è dimesso, la colpa, invece, è tutta sua.

A cura di Francesco Borgonovo

Orso bruno 157 | ll woke fa esplodere la sinistra

Il caso di Michele Mari Orso Bruno

Il caso Michele Mari divide il mondo culturale italiano. Al centro della polemica ci sono alcune frasi attribuite allo scrittore su Michela Murgia, pronunciate durante un evento del Premio Strega. Al di là della veridicità delle parole riportate, la vicenda solleva una domanda: valgono le stesse regole per tutti? Per anni una battuta o una frase controversa sono bastate a scatenare campagne di delegittimazione e richieste di esclusione. Questa volta, invece, gran parte dell’establishment culturale ha difeso il principio della libertà di espressione e della privacy. Un principio sacrosanto. Peccato che sembri valere soprattutto quando a finire nel mirino è qualcuno che appartiene al “circolo giusto”.

A cura di Francesco Borgonovo

Orso bruno 156 | Via i soldi ai censori di sinistra

Patentino antifascista il green pass delle idee Orso Bruno

Sul patentino antifascista di Più Libri Più Liberi si stanno spendendo molte parole. Ma forse è arrivato il momento di passare ai fatti, perché il problema non è solo l’ennesimo tentativo di dividere il mondo tra buoni e cattivi, tra chi può parlare e chi deve essere escluso. Il problema è che tutto questo avviene grazie a finanziamenti pubblici. Se una manifestazione sostenuta con i soldi dei contribuenti introduce una sorta di Green Pass culturale e pretende di selezionare le persone in base alle idee, allora una domanda è inevitabile: perché continuare a finanziarla? Ogni anno c’è qualcuno da escludere, da boicottare o da mettere all’indice. Cambiano i nomi, ma il metodo resta lo stesso. Per questo non bastano più le proteste: chi usa denaro pubblico per fare censura non dovrebbe ricevere un euro in più.

A cura di Francesco Borgonovo

Orso bruno 155 | Patentino antifascista: il green pass delle idee

Patentino antifascista il green pass delle idee Orso Bruno

Scoppia la polemica sul patentino antifascista a Più Libri Più Liberi e si pronuncia anche il ministro Nordio, sottolineando come il nostro sistema giudiziario abbia, di fatto, la firma di Mussolini. Ma il punto è un altro: non si discute di accettare o meno i fascisti, piuttosto è in atto una forma di dittatura dell’antifascismo, secondo la quale si deve attestare di pensarla in un unico modo. E chi non la pensa così, non è ammesso alla vita culturale italiana. È sempre la vecchia storia del nemico pubblico numero uno, che serve alla sinistra per rimanere in piedi e a mantenere il potere.

A cura di Francesco Borgonovo

Orso bruno 154 | Per parlare serve il patentino antifascista

Patentino antifascista Orso Bruno

Per partecipare a una fiera del libro o a un evento culturale bisogna dichiararsi antifascisti. Succede sempre più spesso e ora la polemica esplode attorno a Più Libri Più Liberi. Il principio è semplice: prima dimmi cosa pensi, poi decideremo se puoi parlare. E il problema non è l’antifascismo, ma stabilire chi abbia il potere di decidere cosa sia antifascismo e cosa no. Perché la storia recente dimostra che basta uscire dalla linea dominante su Israele, immigrazione o altri temi sensibili per diventare improvvisamente impresentabili. Da Erri De Luca a Eshkol Nevo, fino agli editori finiti nel mirino per le loro idee, il meccanismo è sempre lo stesso: dividere il mondo tra buoni e cattivi, tra autorizzati e indesiderati. Un vero e proprio Green Pass culturale, dove la libertà di espressione vale solo per chi è considerato dalla parte giusta.

A cura di Francesco Borgonovo

Orso bruno 153 | Bill Gates fa il furbo su Epstein. Intanto comanda l’Oms

Bill Gates e Epstein Orso Bruno

Davanti al Congresso americano, Bill Gates ha dichiarato di non aver conosciuto fino in fondo i trascorsi criminali di Jeffrey Epstein, pur sapendo che aveva avuto problemi con la giustizia. Ha inoltre negato che Epstein gli abbia procurato incontri sessuali o altri favori personali. Una versione che lascia aperte molte domande: com’è possibile che uno degli uomini più potenti e influenti del mondo abbia frequentato per anni Epstein senza approfondire chi fosse davvero? E se davvero non sapeva, è lecito chiedersi quanto sia prudente affidare un ruolo così rilevante nelle politiche sanitarie globali a chi sostiene di non essersi posto nemmeno queste domande.

A cura di Francesco Borgonovo

Orso bruno 152 | Vogliono censurare la remigrazione

Vogliono censurare la remigrazione. Orso Bruno

Anpi, Cgil e Arci si sono mobilitate per chiedere che la manifestazione Remigrazione e Riconquista, prevista per sabato 13 giugno a Roma, venga cancellata. Non sfugge il paradosso: in nome della democrazia, si chiede la censura su chi la pensa diversamente.

Ma l’abbiamo visto accadere tante altre volte: prima a Milano, poi a Bologna. Nel caso di Roma, però,, viene richiesto addirittura un controcorteo antifascista, cui probabilmente parteciperanno anche degli antagonisti. Insomma, il problema è sempre lo stesso: l’immigrazione non è più governabile e provoca troppi danni, lo abbiamo visto ad Amendolara, lo stiamo vedendo in Irlanda. Eppure, quando qualcuno prova a evidenziare il problema, viene tacciato di razzismo. Bisogna però ricordare che il rischio che il tappo salti, è davvero dietro l’angolo.

A cura di Francesco Borgonovo