Orso bruno 102 | FAMIGLIA NEL BOSCO, LA MAMMA ACCERCHIATA

A Catherine Trevallion, madre della famiglia nel bosco, ora viene persino impedito di videochiamare i figli: “li agiterebbe”, questa la motivazione. Intanto il dialogo passa solo dal padre, Nathan, ritenuto più disponibile a seguire le indicazioni delle istituzioni. E il governatore dell’Abruzzo Marco Marsilio rivela un possibile affidamento esclusivo a lui. Il risultato è chiaro: Catherine è stata isolata e trasformata nel problema, mentre il sistema evita ancora di fare i conti con le proprie responsabilità.
Orso bruno 101 | LA SINISTRA DETESTA LA FAMIGLIA NEL BOSCO

Perché tanta ostilità verso la famiglia nel bosco? Una famiglia fuori dagli schemi è diventata un caso politico nazionale. Quando Ignazio La Russa annuncia di volerli incontrare, scoppia subito la polemica. Ma il punto non è chi li riceve: il punto sono tre bambini ancora separati dai genitori e una vicenda che solleva dubbi evidenti. Qui non si tratta di referendum o schieramenti, ma di una famiglia e di un sistema che mostra crepe profonde. E colpisce che, ancora una volta, si difenda l’apparato più della realtà dei fatti.
Orso bruno 100 | MARIO MONTI DÀ LEZIONI DI VOTO SUL REFERENDUM

Il professore spiega che voterà No per difendere lo Stato di diritto che la riforma mette in pericolo. La tesi è sempre quella: o voti come ti diciamo noi o sarà il disastro. E a dare lezioni di democrazia sono proprio quelli che la praticano meno.
Orso bruno 99 | CENSURA E IPOCRISIA ALLA BIENNALE

Alla Biennale di Venezia scoppia la polemica: c’è chi vorrebbe cacciare gli artisti russi. Il presidente Pietrangelo Buttafuoco difende invece un principio semplice: l’arte dovrebbe restare libera, anche quando la politica preferirebbe mettere qualche bavaglio. E la domanda è: la cultura deve seguire le logiche della politica o restare uno spazio di confronto aperto?
Orso bruno 98 | FAMIGLIA NEL BOSCO, ENNESIMO ABUSO

Nuovo capitolo nel caso della famiglia nel bosco. Dopo l’ordinanza che ha disposto l’allontanamento della madre dalla casa protetta, il Tribunale ha autorizzato la visita della garante per l’infanzia Marina Terragni, ma con un limite assurdo: non potrà portare con sé alcun esperto indipendente.
Orso bruno 97 | CAIVANO E LA FAMIGLIA NEL BOSCO

Nel dibattito sulla famiglia nel bosco viene spesso citato il decreto Caivano per accusare il governo di incoerenza. Ma il paragone non regge: il decreto punisce l’evasione scolastica, mentre l’istruzione parentale è legale e prevista dalla Costituzione. Il vero punto è un altro: era davvero necessario togliere quei bambini alla loro famiglia? Non si parla di abusi o maltrattamenti, ma di uno stile di vita diverso. E invece di aiutare i genitori a correggere ciò che non funzionava, si è scelta la strada più dura: separare la famiglia.
Orso bruno 96 | LE BUGIE SULLA FAMIGLIA NEL BOSCO

C’è chi difende a spada tratta le decisioni del Tribunale nel caso della famiglia nel bosco, accusando chi protesta di parlare per emotività. Ma basta guardare i fatti: i genitori hanno accettato controlli, visite, vaccinazioni e persino il trasferimento in una nuova casa messa a disposizione da un imprenditore. Nonostante questi segnali di apertura, i bambini restano separati dalla famiglia e le restrizioni aumentano. Se davvero il criterio fosse il “superiore interesse dei minori”, la strada del dialogo e del ricongiungimento sarebbe già stata presa. Invece sembra prevalere l’irrigidimento di un sistema che non vuole ammettere i propri errori.
Orso bruno 95 | IL CRIMINALE È STRANIERO? OBBLIGATORIO DIRLO

Per anni molti media hanno evitato di indicare la nazionalità di chi commette un reato, nel timore di “alimentare pregiudizi”. Così nei titoli resta solo “un uomo” o “una persona”, mentre l’informazione diventa incompleta. In Svizzera il dibattito ha portato a una svolta: dopo un grave caso di cronaca, è stata approvata una norma che obbliga la polizia a indicare nei comunicati anche la nazionalità dei sospetti. Non per creare allarmismo, ma per raccontare i fatti come sono.
Ridicoli 23 | Montanari insulta Meloni e la riforma

A Ridicoli, Dalila Di Dio commenta le parole di Tomaso Montanari contro Meloni e i vertici dello Stato. Ma dietro gli insulti e gli allarmi sulla riforma della giustizia si nasconde un punto: per una parte della sinistra il problema non è la riforma, è colpire il governo. Anche a costo di convincere i cittadini a votare contro i propri diritti.
Orso bruno 94 | BASTA IPOCRISIE SULL’IRAN

Si può discutere di tutto sull’Iran, ma smettiamola di dire che le guerre servono a portare libertà o democrazia. In politica internazionale contano soprattutto interessi, potenza ed equilibri geopolitici. L’Iran non è certo un regime innocente, ma neppure gli interventi militari nascono per altruismo. Prima di parlare di “guerre per la libertà”, sarebbe più onesto ammettere che a muovere i conflitti sono quasi sempre gli interessi delle grandi potenze.