Orso bruno 198 | Garlasco, Garofano deve spiegare

Esplode una bomba sul caso Garlasco. La Procura di Pavia rivela che nel 2007, dopo un primo risultato che attribuiva a Chiara Poggi il DNA trovato sui pedali della bicicletta di Alberto Stasi, i RIS svolsero altre due analisi risultate negative. Analisi delle quali, però, non risulta traccia negli atti del processo. E allora la domanda è inevitabile: com’è possibile che un elemento potenzialmente così importante sia rimasto fuori dal fascicolo? Se la ricostruzione della Procura fosse confermata, ci troveremmo davanti a un fatto clamoroso, che avrebbe potuto incidere anche sulla posizione di Stasi. Il caso Garlasco, ormai, va ben oltre Garlasco: errori, contraddizioni e possibili omissioni pongono una domanda enorme sul funzionamento della giustizia. Perché quando la macchina giudiziaria sbaglia, a pagare non sono soltanto imputati e vittime. Il problema riguarda tutti noi.
Orso Bruno a cura di Francesco Borgonovo
Orso bruno 197 | Maranza e violenza: la verità che la sinistra non vuole nominare

Franco Gabrielli invita a non usare il termine “maranza”, considerato offensivo e con un sottotesto etnico. Intanto, però, continuano episodi di violenza che riaprono il tema di come raccontare sicurezza, immigrazione e criminalità. Da Reggio Emilia al caso Salim El Koudri, il problema è sempre lo stesso: troppi eufemismi, troppe cautele, troppe parole scelte per non urtare nessuno. Il punto non è generalizzare o criminalizzare gli stranieri. È molto più semplice: dire le cose come stanno, chiamarle con il loro nome e smettere di avere paura della realtà.
Orso Bruno a cura di Francesco Borgonovo
Orso bruno 196 | Discriminavano i non vaccinati, piangono per il tetto agli stranieri

Ancora una volta, la sinistra ha scelto male le sue battaglie: passa il decreto legge sul tetto alla presenza di stranieri nelle classi, un provvedimento di buon senso, che può permettere una vera integrazione, e i progressisti gridano al fascismo, al razzismo e alla discriminazione. Proprio loro, che la discriminazione vera e propria l’hanno messa in atto ai tempi del Covid. Contemporaneamente, nella provincia di Padova, un sindaco di centrodestra viene attaccato per aver sospeso il conferimento della cittadinanza ad una donna marocchina che dimostrava di non conoscere una parola di italiano, insomma per aver fatto il suo dovere. Il decreto sulla scuola è solo un primo passo. Il nodo vero è capire se vogliamo davvero integrare, oppure continuare a chiamare “discriminazione” qualunque regola.
Orso Bruno a cura di Francesco Borgonovo
Orso bruno 195 | Ecco perché vincono Afd e le destre

Ma davvero ci sorprendiamo del fatto che partiti come Afd e Futuro Nazionale, e in generale quelli di destra che si oppongono alla narrazione filoeuropeista, siano in netta crescita? La spiegazione, in realtà, è molto semplice: un altissimo costo della vita, l’immigrazione di massa che invade le nostre città e le rende insicure e pericolose, il radicalismo islamico che porta alle stragi e, non da ultima, l’impossibilità per l’Italia di uscire dalla procedura di infrazione UE per un deficit al 3,1% (appena 0,1 punti percentuali sopra la soglia del 3%). Ebbene, se guardiamo con lucidità a tutto questo, è impossibile non comprendere il motivo di questa avanzata della destra: non si tratta di tentativi di restaurare regimi ormai dimenticati, ma piuttosto dell’evidente insofferenza di quella parte della popolazione che si oppone alla visione liberal-progressista che ci ha portati all’impoverimento, alla sofferenza e a una radicale modifica del nostro stile di vita. E allora non dovremmo preoccuparci tanto della presunta onda nera che avanza, quanto del perpetuarsi di un sistema che non funziona e che è destinato a peggiorare sempre di più.
Orso Bruno a cura di Francesco Borgonovo
Orso bruno 194 | Quando Mattarella voleva il tetto agli stranieri in classe

Giorgia Meloni viene accusata di discriminare gli studenti stranieri per aver proposto un tetto alla loro presenza nelle classi. Ma il problema della concentrazione degli alunni stranieri a scuola non nasce certo oggi. Già nel 1989 e nel 1990, durante il mandato di Sergio Mattarella al ministero dell’Istruzione, due circolari raccomandavano di distribuire gli studenti stranieri tra le classi, evitando concentrazioni eccessive per favorire l’integrazione linguistica. Nel 2010 Mariastella Gelmini introdusse poi esplicitamente il tetto del 30%. E persino Avvenire, quotidiano della CEI, allora scriveva che una presenza troppo concentrata di alunni stranieri rischiava di creare una “piccola Babele che non giova a nessuno e danneggia tutti”. Oggi, però, una proposta simile scatena accuse di razzismo ed esclusione. La domanda allora è semplice: che cosa è cambiato? Il problema nelle classi o il modo ideologico con cui abbiamo deciso di raccontarlo?
Orso Bruno a cura di Francesco Borgonovo
Orso bruno 193 | Terror*sta islamico con la borsa di studio pagata da noi

Salim El Koudri era seguito dai servizi di salute mentale, studiava all’università e, secondo quanto ricostruito da Marta Evangelisti (Fdi Emilia-Romagna), avrebbe ricevuto oltre 6.500 euro di sostegni pubblici per gli studi. Nei suoi dispositivi sono emerse centinaia di ricerche su Isis, Bin Laden e attentati compiuti in Europa; inoltre, secondo i periti, El Koudri sarebbe stato capace di intendere e di volere quando il 16 maggio si è lanciato con l’auto contro la folla, provocando otto feriti e la morte di una donna. Il punto allora cambia: non serve chiedersi che cosa lo Stato avrebbe dovuto fare di più, visto che El Koudri aveva accesso allo studio, all’assistenza sanitaria e ai servizi pubblici. Bisogna invece ammettere che il sistema dell’immigrazione di massa non funziona e può portare ad altre storie come questa. Perché continuare a spiegare tutto soltanto con il disagio significa rischiare di non vedere il problema della radicalizzazione quando si presenta.
Orso Bruno a cura di Francesco Borgonovo
Orso bruno 192 | La sinistra vuole l’invasione nelle classi

Il tetto agli studenti stranieri per classe annunciato da Giorgia Meloni ha riacceso lo scontro sulla scuola: per il governo servirebbe a favorire integrazione e apprendimento dell’italiano, mentre dal centrosinistra e dal mondo scolastico arrivano critiche sul rischio di discriminazioni e sulle difficoltà pratiche di applicazione. Intanto a Roma la professoressa Isabella Marsilio, accoltellata da un alunno di 13 anni, è finita al centro delle polemiche anche per le sue posizioni favorevoli alla remigrazione. Dopo l’aggressione, la docente ha ricevuto attacchi sui social; allo stesso tempo ha raccontato di aver perdonato il ragazzo e ha elogiato lo studente congolese intervenuto per salvarla. Il punto è proprio questo: scuola, integrazione e immigrazione vengono ormai letti attraverso appartenenze politiche contrapposte. E quando perfino una vittima di violenza finisce immediatamente sotto processo per le proprie idee, il rischio è che il dibattito smetta di occuparsi dei fatti e cominci a giudicare soltanto chi li racconta.
Orso Bruno a cura di Francesco Borgonovo
Orso bruno 191 | Strage di Modena: era terror*smo

Sul caso di Salim El Koudri emergono elementi che rendono difficile liquidare tutto come semplice follia: ricerche su Isis e Bin Laden, video e frasi violente, segnali compatibili con una possibile radicalizzazione online. Eppure, fin dall’inizio, molti hanno preferito parlare solo di disagio psichico. Lo stesso doppio standard si vede altrove: se c’è di mezzo uno straniero, si cerca subito la fragilità da comprendere; se intervengono polizia o istituzioni, le responsabilità sembrano invece già scritte. II punto non è alimentare paura o fare di tutta l’erba un fascio. È smettere di negare ciò che abbiamo davanti: fanatici, terroristi e violenti esistono. E continuare a leggere tutto attraverso lo schema “oppressori contro vittime” non ci rende più umani, ci rende solo più ciechi.
Orso Bruno a cura di Francesco Borgonovo
Orso bruno 190 | Stipendi troppo bassi per gli italiani? Si assumono TUNISINI

A Brescia mancano autisti e la soluzione è andare a cercarli in Tunisia: 28 lavoratori selezionati e formati all’estero, con alloggi a prezzi agevolati una volta arrivati in Italia. Ma il punto vero è un altro: perché gli italiani non vogliono più fare questo mestiere? I sindacati parlano da tempo di stipendi bassi, carichi pesanti e problemi di sicurezza sui mezzi. Invece di rendere il lavoro più dignitoso e attrattivo, si preferisce colmare il vuoto importando manodopera da Paesi dove quelle condizioni risultano comunque più convenienti. È il solito schema: si lasciano irrisolti i problemi, poi si usa l’immigrazione per tappare le falle. Ma così non si risolvono salari bassi, insicurezza e precarietà. Si rimanda soltanto il problema, livellando tutto verso il basso.
Orso Bruno a cura di Francesco Borgonovo
Orso bruno 189 | Famiglia nel bosco, gli assistenti sociali impediscono il ritorno a casa dei bambini

Nel caso della famiglia nel bosco, anche il ritorno a casa diventa un percorso a ostacoli. Il Tribunale dell’Aquila ha aperto al riavvicinamento dei bambini ai genitori nei luoghi a loro cari, compresa la casa da cui tutto è iniziato. Ma pare che servizi sociali abbiano prima rallentato l’organizzazione dell’incontro, poi escluso la vecchia abitazione e infine spostato tutto in un luogo protetto. Risultato: niente vero ritorno a casa, niente incontro nell’ambiente familiare, niente animali a cui i bambini sono legati. Solo l’ennesima procedura, l’ennesimo controllo, l’ennesima prova da superare. E un incontro che doveva durare 90 minuti si sarebbe ridotto a circa tre quarti d’ora. Dopo mesi di separazione, forse è il momento di chiedersi se le istituzioni stiano davvero aiutando questa famiglia o se stiano continuando a trattarla come qualcosa da correggere, regolare, rieducare.
Orso Bruno a cura di Francesco Borgonovo