Orso bruno 143 | C’È IL TERRORISMO. MA HANNO PAURA A DIRLO

Orso Bruno

Nei dispositivi di Salim El Koudri, secondo ANSA, sarebbero state trovate ricerche su altri attentati compiuti in Europa. Un dettaglio che si aggiunge a un quadro sempre più inquietante: radicalizzazione online, risentimento, attacco con auto e coltello contro la folla. E mentre a Modena si continua a ripetere che il terrorismo non c’entra, a Reggio Emilia è stato fermato un 22enne marocchino ritenuto vicino all’ISIS e pronto a colpire in Italia. Coincidenze? Forse. Ma almeno il dubbio dovrebbe essere lecito. Invece la parola terrorismo sembra ancora proibita.

Orso bruno 142 | I MARANZA MENANO I PROF. MA LORO NON LI DENUNCIANO

Orso Bruno

A Parma due professori vengono aggrediti e umiliati da un gruppo di maranza. Il video fa il giro del web, interviene perfino il ministro Guido Crosetto, ma alla fine il messaggio che passa è sempre lo stesso: niente denunce, niente sanzioni esemplari, bisogna “rieducare”. Eppure senza autorità e senza conseguenze non esiste educazione: vince soltanto la legge del più forte. Prima gli insulti, poi le botte, e intanto si continua a dire che il problema è chi chiede regole e punizioni. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: professori presi a cinghiate in strada e istituzioni incapaci perfino di chiamare le cose col loro nome.

Orso bruno 141 | FAMIGLIA NEL BOSCO, CANCELLATI I BAMBINI

Orso Bruno

Il super esperto Tonino Cantelmi certifica tutti i clamorosi errori compiuti nei riguardi dei Trevallion e dei loro tre bambini. Che non sono mai stati ascoltati dalle consulenti nominate dal tribunale. Sono stati allontanati dai genitori per il loro “superiore interesse”, ma a quanto pare nessuno tiene conto di come stiano davvero questi piccoli. Tanto che le consulenti non considerano nemmeno i danni che sicuramente la separazione da mamma e papà causerà ai piccoli.

Orso bruno 140 | COME SI COSTRUISCE IL PENSIERO UNICO PRO INVASIONE

Orso Bruno

Il caso di Modena mostra bene come nasce la narrazione dominante. Salim El Koudri si lancia sulla folla con auto e coltello, ma guai a parlare di terrorismo, radicalizzazione o integrazione fallita: deve essere soltanto “un italiano impazzito”. Chi prova a farsi domande viene subito accusato di razzismo o islamofobia, mentre il racconto mediatico si concentra sugli “eroi immigrati” che hanno fermato l’attentatore. Il messaggio finale è sempre lo stesso: l’immigrazione di massa resta una ricchezza e il problema, in qualche modo, sono sempre gli italiani.

Orso bruno 139 | Tutto quello che non torna sull’attacco a Modena

Orso Bruno

Per il gip di Modena se Salim El Koudry si è lanciato con la sua auto sulla folla a Modena non è per colpa del suo disturbo mentale. Ma non ci sarebbero nemmeno elementi per pensare al terrorismo. All’attentatore non viene nemmeno attribuita premeditazione. Resta la domanda: se non è pazzo, come fa a non essere un terrorista visto quello che ha fatto?

Orso bruno 138 | IL CASO MODENA LO DIMOSTRA: LA CITTADINANZA NON SERVE A INTEGRARE

IL CASO MODENA LO DIMOSTRA LA CITTADINANZA NON SERVE A INTEGRARE Orso Bruno Francesco Borgonovo mp image

Dopo l’attacco di Modena, una parte della sinistra parla subito di razzismo e mancata accoglienza. Eppure Salim El Koudri era nato in Italia, laureato e perfettamente dentro quel modello che da anni viene presentato come esempio di integrazione. Il punto è semplice: la cittadinanza non basta a creare appartenenza. Puoi avere un passaporto italiano e continuare a sentirti estraneo o ostile verso il Paese in cui vivi. Per anni ci hanno raccontato che lo ius soli avrebbe risolto tutto. Il caso Modena dimostra che il problema è molto più profondo.

Orso bruno 137 | ATTACCO A MODENA. PAZZO O TERRORISTA? LA SINISTRA HA GIÀ DECISO

ATTACCO A MODENA PAZZO O TERRORISTA LA SINISTRA HA GIA DECISO Orso Bruno Francesco Borgonovo mp image

Dopo l’attacco di Modena, per una parte della sinistra il caso è già chiuso: si deve parlare solo di disagio mentale, guai a ipotizzare una radicalizzazione o a farsi domande sulle motivazioni dell’aggressore. Eppure restano molti dubbi sul profilo di Salim El-Kudri, sulle sue frequentazioni e sui segnali emersi nelle ultime settimane. Dubbi che andrebbero affrontati senza isterie ma anche senza censure ideologiche.

Ridicoli 30 | Alberto Stasi e il ragionevole dubbio

Alberto Stasi e il ragionevole dubbio Ridicoli mp image

Dalila Di Dio torna sul delitto di Garlasco e sulla figura di Alberto Stasi e riflette sul significato di “colpevole oltre ogni ragionevole dubbio”. Tra assoluzioni, ricostruzioni alternative e verità mai davvero definitive, continua ad emergere la solito, scomoda, domanda: meglio un colpevole libero o un innocente in carcere?

Orso bruno 136 | LA PRINCIPESSA KATE E LA FAMIGLIA NEL BOSCO

LA PRINCIPESSA KATE E LA FAMIGLIA NEL BOSCO Orso Bruno Francesco Borgonovo mp image

La principessa Kate visita Reggio Emilia per celebrare gli asili modello del celebre “Reggio Approach”, simbolo dell’educazione progressista emiliana. Ma dal caso Bibiano fino alla famiglia nel bosco, si continua a discutere di minori sottratti ai genitori in nome del loro “bene”. E il paradosso è tutto qui: mentre il modello educativo emiliano viene esportato nel mondo, i figli dei Trevalion restano separati dalla loro famiglia da mesi, nonostante i traumi evidenti subiti dai bambini.

Orso bruno 135 | LA MALATTIA X E IL RICATTO DELL’OMS

LA MALATTIA X E IL RICATTO DELLOMS Orso Bruno Francesco Borgonovo mp image

Tra nuovi allarmi sanitari, titoli ansiogeni e ritorno delle “virostar”, sembra di rivedere il copione del Covid. Cambiano i nomi (hantavirus, malattia X) ma il meccanismo resta lo stesso: paura, emergenza e pressione per affidare più poteri agli organismi internazionali. Intanto torna il tema dell’accordo pandemico dell’OMS, mentre sugli errori del Covid, tra lockdown, restrizioni e allarmismo, non c’è mai stata una vera autocritica. Il rischio è che la paura venga usata ancora una volta come strumento politico.