Orso bruno 190 | Stipendi troppo bassi per gli italiani? Si assumono TUNISINI

A Brescia mancano autisti e la soluzione è andare a cercarli in Tunisia: 28 lavoratori selezionati e formati all’estero, con alloggi a prezzi agevolati una volta arrivati in Italia. Ma il punto vero è un altro: perché gli italiani non vogliono più fare questo mestiere? I sindacati parlano da tempo di stipendi bassi, carichi pesanti e problemi di sicurezza sui mezzi. Invece di rendere il lavoro più dignitoso e attrattivo, si preferisce colmare il vuoto importando manodopera da Paesi dove quelle condizioni risultano comunque più convenienti. È il solito schema: si lasciano irrisolti i problemi, poi si usa l’immigrazione per tappare le falle. Ma così non si risolvono salari bassi, insicurezza e precarietà. Si rimanda soltanto il problema, livellando tutto verso il basso.
Orso Bruno a cura di Francesco Borgonovo
Orso bruno 189 | Famiglia nel bosco, gli assistenti sociali impediscono il ritorno a casa dei bambini

Nel caso della famiglia nel bosco, anche il ritorno a casa diventa un percorso a ostacoli. Il Tribunale dell’Aquila ha aperto al riavvicinamento dei bambini ai genitori nei luoghi a loro cari, compresa la casa da cui tutto è iniziato. Ma pare che servizi sociali abbiano prima rallentato l’organizzazione dell’incontro, poi escluso la vecchia abitazione e infine spostato tutto in un luogo protetto. Risultato: niente vero ritorno a casa, niente incontro nell’ambiente familiare, niente animali a cui i bambini sono legati. Solo l’ennesima procedura, l’ennesimo controllo, l’ennesima prova da superare. E un incontro che doveva durare 90 minuti si sarebbe ridotto a circa tre quarti d’ora. Dopo mesi di separazione, forse è il momento di chiedersi se le istituzioni stiano davvero aiutando questa famiglia o se stiano continuando a trattarla come qualcosa da correggere, regolare, rieducare.
Orso Bruno a cura di Francesco Borgonovo
Orso bruno 188 | La profezia di Oriana Fallaci sull’immigrazione

Vent’anni fa moriva Oriana Fallaci. Prima celebrata dalla sinistra, poi insultata, isolata e infine recuperata solo dopo averla depurata delle parti più scomode. Eppure, al netto dei toni durissimi e di alcune valutazioni discutibili, Fallaci aveva visto prima di molti altri il nodo che oggi esplode in tutta Europa: l’impatto dell’immigrazione di massa sulle società occidentali, sulle donne, sulla libertà e sulla convivenza tra culture. Per questo fu trattata come una traditrice. Non perché venisse “da destra”, ma proprio perché era una donna laica, progressista, libera, capace di rompere gli steccati del suo stesso mondo. Con La rabbia e l’orgoglio e i libri successivi, diventò una delle prime vittime illustri della cancel culture: processata, demonizzata, ridicolizzata, come è accaduto anche a Michel Houellebecq. Oggi molte delle domande che pose allora tornano con forza, dalle periferie europee fino ai piccoli paesi che si ribellano all’arrivo incontrollato di richiedenti asilo. Si può non condividere tutto di Oriana Fallaci. Ma su una cosa aveva ragione: certi problemi, se li censuri, non spariscono: diventano solo più grandi.
Orso Bruno a cura di Francesco Borgonovo
Orso bruno 187 | La chiamano onda nera, ma è il popolo che non obbedisce più

In Europa ogni voto contro l’immigrazione di massa viene raccontato come un ritorno del fascismo. È successo con AfD in Germania, con i Patrioti in Europa, con Farage nel Regno Unito e con ogni forza politica che prova a rimettere al centro confini, sicurezza e volontà popolare. Il copione è sempre lo stesso: prima si demonizzano i partiti, poi si isolano con il cordone sanitario, poi si colpiscono i cittadini che “votano male” o protestano. Fondi minacciati, censura, conti bloccati, piazze represse: tutto pur di non affrontare il problema reale. Ma l’insofferenza sull’immigrazione cresce ovunque. Continuare a mettere il coperchio sulla pentola a pressione non farà sparire la rabbia, la renderà solo più esplosiva.
Orso Bruno a cura di Francesco Borgonovo
Orso bruno 186 | Tutti contro Afd, ma la remigrazione la fanno anche gli africani

Mentre in Europa chi parla di remigrazione viene subito accusato di razzismo, nazismo o pulizia etnica, molti Stati africani adottano politiche migratorie molto più dure delle nostre. Il Sudafrica espelle decine di migliaia di irregolari, il Kenya annuncia strette e regolarizzazioni lampo, altri Paesi mantengono leggi severissime sull’ingresso e la permanenza degli stranieri. Il paradosso è evidente: all’Occidente si chiede di tenere sempre tutto aperto, di farsi carico di qualunque flusso e di accettare lezioni morali continue. Ma quando sono gli altri a difendere i propri confini, improvvisamente nessuno grida al fascismo. Forse, prima di paragonare la remigrazione alla pulizia etnica, bisognerebbe guardare cosa fanno davvero molti Paesi del mondo. E chiedersi perché solo l’Europa debba rinunciare al diritto di proteggersi.
Orso Bruno a cura di Francesco Borgonovo
Orso bruno 185 | Da Charlie Kirk ad AfD: la sinistra chiama “odio” ciò che non controlla

A un anno dall’uccisione di Charlie Kirk, la sua lezione resta attualissima: discutere, confrontarsi, sfidare le idee degli altri senza cancellarle. Kirk non tappava la bocca a nessuno: accettava il dibattito, anche duro, ma sempre sul terreno della parola. Eppure, dopo la sua morte, molti hanno provato a trasformarlo nel solito mostro: razzista, odiatore, estremista. Lo stesso schema che oggi si ripete con gli elettori di AfD, di Vannacci e di qualunque forza politica esca dall’ortodossia progressista: prima vengono trattati da ignoranti, poi da fascisti, infine da persone da zittire. Il punto è questo: quando chi dissente viene indicato come il male assoluto, il confronto diventa impossibile. Charlie Kirk aveva scelto la strada opposta: parlare, ascoltare, rispondere. Una lezione di libertà che l’Occidente sembra non aver ancora imparato.
Orso Bruno a cura di Francesco Borgonovo
Orso bruno 184 | Da Afd a Vannacci, il disprezzo della sinistra per il popolo

Alla Mostra del Cinema di Venezia, Jasmine Trinca critica il capitalismo con addosso un capo da mille euro. Javier Bardem e Penélope Cruz fanno la morale sull’accoglienza dall’alto del loro Olimpo dorato. È la fotografia perfetta delle élite progressiste: privilegiate, lontanissime dalla realtà, ma sempre pronte a spiegare agli altri come vivere, pensare e votare. Lo stesso schema si ripete con AfD, Vannacci, Salvini, Meloni e ogni voto contro l’establishment: chi non segue la linea viene trattato come ignorante, impaurito, razzista o fascista. La volontà popolare non viene ascoltata: viene disprezzata, patologizzata, rieducata. Ecco, il problema non è solo l’ipocrisia di chi predica anticapitalismo in abiti di lusso o accoglienza senza mai pagarne il prezzo; il problema è una superiorità morale diventata sistema. E finché le élite continueranno a guardare i popoli dall’alto in basso, i popoli continueranno a voltare loro le spalle.
Orso Bruno a cura di Francesco Borgonovo
Orso bruno 183 | Immigrazione: la pentola a pressione europea sta per esplodere

“Attenzione, l’onda nera sta per investire l’Europa”. È il solito allarme dei quotidiani progressisti: quando cresce un partito di destra, invece di chiedersi perché milioni di cittadini lo votino, la risposta è sempre la stessa. Fermarlo, censurarlo, limitarne la libertà di espressione, chiuderlo dentro un cordone sanitario. È successo con il gruppo dei Patrioti in Europa e ora accade con AfD in Sassonia. Ma questi movimenti intercettano un’insofferenza reale, soprattutto sull’immigrazione di massa: in Spagna Sánchez paga il caos di Ceuta, in Inghilterra la popolazione si scontra con la polizia per fermare gli sbarchi, a Torino la rabbia esplode dopo il caso del 42enne bengalese accusato di molestie su una ragazzina. La violenza è sempre sbagliata e non può mai essere una soluzione. Ma continuare a dire che è tutto razzismo, odio o fascismo significa tenere il coperchio su una pentola a pressione. O si ascolta il voto e si prendono provvedimenti seri, oppure le conseguenze rischiano di essere molto più dure.
Orso Bruno a cura di Francesco Borgonovo
Orso bruno 182 | AfD spopola e la sinistra impazzisce

AfD vola in Sassonia e in Italia scatta subito l’allarme: ritorno del naz*smo, onda nera, democrazia in pericolo. Ma il punto è proprio questo: ogni volta che gli elettori votano contro l’establishment europeo, la risposta è sempre la stessa. Demonizzare, isolare, censurare. Si può criticare AfD, certo. Ma trasformare un voto democratico nel ritorno del Terzo Reich significa rifiutarsi di capire perché milioni di persone chiedano risposte su immigrazione, lavoro, Green Deal e crisi dell’Europa. La sinistra dice di voler difendere la democrazia, ma appena perde consenso invoca limiti alla libertà di parola, cordoni sanitari e bavagli contro chi dissente. Il naz*smo immaginario diventa così la scusa perfetta per fare l’unica cosa che sanno fare: tappare la bocca agli avversari.
Orso Bruno a cura di Francesco Borgonovo
Orso bruno 181 | Francia e Regno Unito blindano i confini, l’Italia libera il molestatore

Francia e Regno Unito firmano un accordo da 662 milioni di sterline per rafforzare i controlli sulla Manica: più agenti, task force in acqua e linea dura contro i trafficanti. Insomma, quando devono proteggersi, gli Stati europei scoprono improvvisamente che i confini esistono. Lo stesso vale per Sánchez: predica accoglienza e regolarizzazioni di massa, poi davanti al caos di Ceuta chiede rimpatri, barriere e fondi europei. La verità è semplice: le frontiere aperte funzionano solo nei discorsi, non nella realtà. Intanto in Italia, tra ricorsi, scarcerazioni e casi come quello di Torino, chi chiede più sicurezza viene accusato di allarmismo. Ma senza confini e senza giustizia, a pagare sono sempre i cittadini.
Orso Bruno a cura di Francesco Borgonovo